lunedì 25 Maggio 2026

Via libera al nuovo decreto sulle accise: un’altra misura spot mentre salari e trasporti restano fermi

Il governo spera in un'improbabile apertura dell'UE sullo scorporo delle spese energetiche dal Patto di stabilità, ma intanto naviga a vista. L'intervento mira anche a scongiurare lo sciopero dei camionisti

Da Giustino Marai
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

Il Consiglio dei ministri ha varato un nuovo decreto per prorogare il taglio delle accise fino alla prima settimana di giugno, nel tentativo di evitare un ulteriore balzo dei prezzi alla pompa e soprattutto di disinnescare lo sciopero degli autotrasportatori previsto dal 25 al 29 maggio. L’ennesima misura tampone che arriva mentre salari e pensioni continuano a perdere potere d’acquisto, il costo della vita cresce e i conti pubblici si assottigliano sempre di più.

Un decreto tampone

Con Hormuz ancora ostaggio dei lunghi negoziati tra Stati Uniti e Iran, il Brent resta sopra i 110 dollari al barile: senza proroga dello sconto benzina e diesel rischierebbero di superare rispettivamente i 2 e i 2,20 euro al litro. Il problema è che il taglio delle accise costa allo Stato circa un miliardo di euro al mese, oltre agli 1,3 e rotti miliardi già stanziati nelle ultime settimane.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha ammesso che si tratta di “un provvedimento tampone” e che, in attesa di capire se si sbloccherà il negoziato con l’Unione Europea, il governo andrà avanti di proroga in proroga.
Dietro l’urgenza non c’è solo il caro vita, ma anche il rischio di paralisi del settore della logistica. Le associazioni dell’autotrasporto accusano il governo di aver finanziato lo sconto agli automobilisti tagliando i rimborsi ai camionisti, ridotti da 26,9 a 6,9 centesimi al litro.

Bruxelles frena

L’esecutivo continua intanto a chiedere maggiore flessibilità europea sul Patto di stabilità, ma da Bruxelles non sembrano arrivare aperture.
“Ovviamente continueremo su questa strada sino a quando non finirà l’emergenza”, ha dichiarato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che ha anche avvertito che “se non si agisce in tempo, poi il costo della ripresa è di gran lunga maggiore. Non mi può dire solamente sta arrivando una grande tempesta”.
La scorsa settimana, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha chiesto formalmente a Bruxelles di scorporare le spese per le misure energetiche dal Patto di Stabilità, come avvenuto per la difesa. La risposta della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, arriverà a breve, ma non sono attese aperture.

Merola (Pd): “Il governo naviga a vista”

Anche il segretario della Uil Pierpaolo Bombardieri ha criticato l’assenza di una strategia comune europea: “Continuiamo a sostenere che sulla crisi energetica sia necessario un intervento dell’Europa”. E ha aggiunto: “Se ogni Paese procede in modo autonomo, non si costruisce un quadro d’insieme efficace”.
Ma in attesa di una svolta in Europa, il deputato Pd Virginio Merola accusa il governo di “navigare a vista, senza una politica fiscale strutturale e senza un’idea di dove portare il Paese”, mentre “i redditi di lavoratori dipendenti e pensionati” continuano a essere penalizzati.
Maria Elena Boschi (Iv) parla invece di “numeri impietosi” che “portano la firma del governo Meloni”: “Gli stipendi italiani dal 2019 ad oggi hanno perso l’8,6 per cento di potere d’acquisto reale. Nel frattempo il carrello della spesa aumenta, la bolletta aumenta, la benzina aumenta. E le accise? Meloni non le ha tolte, le ha aumentate. Qualche centesimo per tre settimane non è una politica energetica”.

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Facebook
Instagram
X
TikTok
Youtube

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata