Al centro del duro scontro a Palazzo Chigi tra i due cofondatori di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni e Guido Crosetto, ci sono le spese militari. Nonostante gli impegni presi con la Nato sugli gli investimenti al 5% del Pil entro il 2035, la Presidente del Consiglio ha imposto uno stop ai fondi messi a disposizione dall’Ue tramite il programma Safe di 14,9 miliari. Rispetto allo scorso luglio, infatti, la guerra in Iran ha paralizzato i mercati energetici, spingendo Meloni a cambiare l’ordine delle priorità, pensando prima agli aiuti a imprese e famiglie per frenare il prezzo di carburanti e bollette, poi le armi.
La rabbia di Crosetto
La scelta della premier non piace affatto a Crosetto. Il ministro contesta la narrazione che dipinge le spese per la sicurezza come uno spreco: ”Chi non condivide la necessità di una Difesa forte, ha dichiarato in un videomessaggio a Confindustria Brescia, lavora inconsapevolmente contro l’Italia”. Per questo la tensione non accenna a placarsi, mentre Meloni ha già scritto a Bruxelles chiedendo di estendere la deroga al Patto di stabilità anche alla crisi energetica.
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