mercoledì 15 Luglio 2026
Google in tribunale

Batosta per Google: l’Ue conferma la maxi multa da oltre 4 miliardi per il caso Android

La sanzione riguarda l’accusa di concorrenza sleale. Il colosso Usa avrebbe imposto accordi di preinstallazione e clausole di licenza legate alle proprie applicazioni sui dispositivi Android

Di Redazione
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Google dovrà pagare una maxi multa da 4,125 miliardi di euro. Lo ha deciso la Corte di dell’Ue che ha condannato il colosso del per di posizione dominante nel mercato dei dispositivi mobili Android. Secondo quanto ricostruito dai giudici di Lussemburgo, la società avrebbe imposto ai produttori di questi specifici smartphone delle anticoncorrenziali e finalizzate a rafforzare in modo illecito la posizione dominante della società in questo mercato. In poche parole, su questi dispositivi al momento dell’accensione erano già presenti le applicazioni , senza doverle scaricare.

La Corte ha respinto il ricorso presentato sia da Google che dalla sua controllata Alphabet contro la decisione della Commissione europea, ma ha accettato di ridurre la multa dai 4,34 miliardi iniziali ai 4,125 miliardi di euro.

Il processo contro Google

Il caso è scoppiato nel 2018, quando la aveva ritenuto che il colosso americano avesse abusato della propria posizione dominante favorendo il motore di Google Search e il browser Chrome con accordi di preinstallazione e clausole di licenza legate alle proprie applicazioni sui dispositivi Android. Un comportamento che secondo Bruxelles avrebbe rappresentato un’infrazione continuata, per cui erano state decise le sanzioni contro Google e la stessa Alphabet, condannata a pagare 1,922 miliardi di euro.

Il dell’Ue aveva poi confermato la della Commissione, eliminando solo la parte relativa ad alcuni accordi di condivisione dei ricavi con produttori di dispositivi e operatori di telefonia mobile, subordinati alla preinstallazione esclusiva di Google Search su un determinato di dispositivi. Da qui la decisione di ridurre l’importo della multa.

La Corte ha poi stabilito che il Tribunale non avrebbe commesso errori di diritto nel momento in cui ha ritenuto che le pratiche contestate fossero idonee a restringere la concorrenza e a rafforzare la posizione dominante di Google. Inoltre, ha confermato la valutazione riguardante gli accordi che impedivano ai produttori di commercializzare i dispositivi basati su versioni Android non approvate da Google. In questo modo sono state respinte le giustificazioni della società ed è stata confermata definitivamente la maxi multa che rappresenta la chiusura di uno dei casi di concorrenza sleale più significative degli ultimi anni.

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