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sabato 18 Aprile, 2026
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Fuga di notizie da Budapest verso Mosca: UE chiede spiegazioni

Secondo il Washington Post, il ministro ungherese Szijjártó avrebbe riferito in tempo reale al russo Lavrov i contenuti di discussioni segrete del Consiglio Europeo.

Da Silvia Forconi
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La Commissione UE ha chiesto ufficialmente chiarimenti al governo di Viktor Orbán in merito a pesantissime accuse di “fuga di notizie” verso il Cremlino, che sarebbero partite dal ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó, sospettato di aver agito come una “talpa” russa all’interno delle riunioni a porte chiuse del Consiglio Europeo.

Resoconti in tempo reale a Lavrov

Secondo l’inchiesta lanciata dal quotidiano statunitense The Washington Post, Szijjártó avrebbe mantenuto contatti telefonici regolari con il suo omologo russo, Sergej Lavrov, proprio durante le pause dei vertici europei. Il ministro avrebbe quindi fornito “resoconti in tempo reale” su discussioni sensibili e possibili strategie dell’Unione. «È come se Mosca fosse stata seduta al tavolo dei negoziati per anni», ha commentato una fonte anonima citata dal quotidiano.
Ad aggravare ila situazione si aggiungono le frequenti visite di Szijjártó in Russia (ben 16 volte dall’invasione del 2022), incontrando Vladimir Putin l’ultima volta lo scorso 4 marzo.

La reazione di Bruxelles e Berlino

La portavoce della Commissione Europea, Anitta Hipper, ha espresso “grande preoccupazione”, sottolineando che il rapporto di fiducia tra gli Stati membri è la base del funzionamento dell’UE. Si è espresso anche il ministero degli Esteri tedesco che ha definito le accuse “molto gravi”, ribadendo che i principi dell’Unione non sono negoziabili.

La difesa di Budapest: «È un attacco dell’Ucraina»

Il governo ungherese ha respinto ogni accusa, parlando di “fake news” e “teorie del complotto folli”. Secondo Viktor Orbán, si tratterebbe di una manovra orchestrata dall’Ucraina e dagli avversari politici (in particolare lo sfidante Péter Magyar del partito Tisza) per installare un “governo fantoccio” a pochi giorni dalle elezioni del 12 aprile.

Inoltre Budapest ha rilanciato con una contro-accusa di spionaggio, ovvero una presunta intercettazione del cellulare di Szijjártó. Secondo il governo, i servizi segreti ucraini avrebbero ottenuto il numero del ministro da un giornalista investigativo, Szabolcs Panyi, per monitorare le sue comunicazioni.

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