Non è ancora ufficiale, ma l’idea circola da giorni nei palazzi della politica: l’Italia potrebbe entrare in una fase di emergenza energetica già a maggio. Non un blocco totale, ma una stretta sui consumi per evitare guai peggiori. Il nodo resta sempre lo stesso, il gas. E se i flussi dovessero calare, scatterebbero misure che incidono sulla vita di tutti.
Il nodo delle scorte
Il governo segue con attenzione l’andamento delle forniture. I depositi oggi sono a un livello discreto, sopra la media europea, ma il problema riguarda il futuro. Secondo le previsioni, entro poche settimane potrebbe arrivare un rallentamento delle consegne. Da qui la necessità di preparare un piano di emergenza.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha parlato senza giri di parole: il rischio esiste e non va sottovalutato. L’obiettivo è guadagnare tempo e ridurre i consumi prima che la situazione diventi critica. Sul tavolo della presidente del Consiglio stanno arrivando dati e simulazioni per capire come muoversi.
Tagli ai consumi e nuove regole
La prima leva sarà il risparmio energetico. In estate i condizionatori potrebbero funzionare con un grado in meno o per meno ore al giorno. In inverno toccherebbe ai termosifoni. Un piccolo sacrificio, secondo l’esecutivo, che porterebbe a un risparmio consistente di gas.
Tra le ipotesi c’è anche la riduzione dell’illuminazione pubblica e l’uso delle targhe alterne per limitare il traffico nelle città. Le industrie che consumano molta energia, come acciaio e meccanica, potrebbero subire rallentamenti nella produzione. Allo stesso tempo si punta ad aumentare la produzione di energia da carbone e fonti rinnovabili.
Il ritorno dello smart working
Un altro strumento allo studio è il lavoro da casa. Il modello è quello usato durante la pandemia. Oggi più di mezzo milione di dipendenti pubblici utilizza già questa modalità, una quota pari a circa il 17 per cento della forza lavoro della pubblica amministrazione.
L’idea è semplice: meno spostamenti, meno consumo di carburante e meno pressione sulla rete energetica. Scuola e sanità resterebbero escluse da eventuali tagli, per evitare disagi ai cittadini. Nei prossimi giorni il governo porterà il tema in Parlamento. L’obiettivo è farsi trovare pronto. Perché, se la crisi dovesse peggiorare, le decisioni dovranno arrivare in fretta.
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