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sabato 18 Aprile, 2026
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Inquinamento ed Ets ph Pixabay

Scoppia lo scontro sugli Ets in Europa: è giusto sospenderli come vuole Meloni?

Il Consiglio Ue rischia di impantanarsi sul tema delle emissioni inquinanti, ma la premier non cede sulla sua posizione: lo scambio di quote pesa troppo sui costi in bolletta

Da Laura Laurenzi
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Sospendere o non sospendere gli Ets? Questa è la domanda su cui i leader europei rischiano di impantanarsi nel corso del Consiglio Ue che si sta svolgendo a Bruxelles. Gli Emission Trading System sono tornati al centro dell’attenzione europea a seguito della guerra del Golfo, che ha messo a rischio i flussi di energia e di conseguenza ha provocato rincari in bolletta per tutto l’Occidente.

Come fermare questa crisi economica che sembra già imperante? Ogni Paese sta valutando soluzioni interne, mentre l’Italia – in difficoltà con l’attuazione di aiuti di Stato – punta tutto su una soluzione che sia principalmente europea. Così, Giorgia Meloni ha proposto una sospensione degli Ets, ovvero il sistema europeo di scambio delle quote di emissione di gas serra introdotto nel 2005 per agevolare la transizione green. 

Secondo questo sistema, i Paesi che inquinano di più pagano di più. Per cui l’Italia, che ha produzioni sostenibili poco sviluppate, si trova in una situazione si svantaggio ed è costretta ad acquistare quote di emissioni da Paesi che invece inquinano.

Come spiegato dal ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, e dal presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, tale sistema deve essere sospeso in attesa di tempi migliori, così da sollevare le aziende da questi costi. Secondo il governo, il peso dell’Ets può arrivare anche a incidere per circa 30 euro per megawattora sul prezzo finale dell’elettricità.

Sembra, però, che in Europa manchi una maggioranza su questo tema. Germania, Francia, Spagna e Paesi Bassi si sono già dette contrarie alla sospensione, riconoscendo negli Ets uno strumento cardine per la produzione di energia pulita in Europa. Due giorni fa, invece, a margine del Consiglio Ue Ambiente, si sono riunite Italia, Grecia, Croazia, Romania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Austria e Polonia, per trovare una linea comune ed esprimere preoccupazione proprio per il sistema dell’Ets. Oggi, dunque, l’Ue sembra più spaccata che mai.

Leggi anche: Oggi il Consiglio europeo: focus su energia, Medio Oriente e Ucraina

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