mercoledì 15 Luglio 2026
Edoardo Ziello di Fn. ANSA/Fabio Cimaglia

Per i vannacciani la sconfitta di Meloni sul Melonellum è una vittoria

Edoardo Ziello, eletto con la Lega e oggi tesoriere di Futuro Nazionale, ha usato toni durissimi verso il Carroccio e Forza Italia: «Hanno tradito il vostro accordo celandosi dietro l'oscurità di una pulsantiera»

Di Redazione
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I deputati di Futuro Nazionale avevano annunciato il loro sì all’emendamento sulle preferenze presentato da Galeazzo Bignami di Fratelli d’Italia, e fotografano il voto espresso per dimostrare la propria coerenza con quanto annunciato. E dopo la bocciatura del testo, sono andati all’attacco, con Ziello che non si è scrupoli a usare parole di fuoco contro Lega e Forza Italia. Dietro le quinte, però, lo spirito è un altro: la débâcle del governo Meloni è infatti materia prima per la propaganda del generale.

Ziello rivendica «l’effetto »

A parlare in Aula è soprattutto Edoardo Ziello, deputato eletto con la Lega e oggi responsabile organizzativo e tesoriere di Futuro Nazionale. Prima del voto, il tono era già da battaglia: «L’effetto Vannacci è sempre più presente», aveva detto. «Se si sta parlando di preferenze è perché il generale ha più volte fatto un appello in tal senso».
Dalle opposizioni arrivano , ma Ziello insiste: «In quest’Aula sempre più tetra, abbiamo ottenuto questo emendamento soltanto alla paura che arriva da fuori di questo Palazzo, una paura che aleggia sempre di più. Sì, sì, signori deputati, è la paura del generale Vannacci, che arriverà, eccome se arriverà. E anche se provate a fermarmi, non fermerete lui».

Il sì documentato prima del voto

I , però, capiscono che il voto può riservare sorprese. Al momento di esprimersi, fotografano il monitor per dimostrare di aver votato a favore dell’emendamento. Se il governo dovesse cadere sulla proposta, loro vogliono poter provare di non aver tradito la linea annunciata.
Il risultato arriva poco dopo: 188 no contro 187 sì. L’emendamento viene bocciato, la maggioranza si spacca e i banchi dell’opposizione esplodono in applausi, abbracci e cori.
Per Meloni e il suo governo, l’esito è uno schiaffo. Per Vannacci e i suoi, invece, è l’occasione per presentarsi come gli unici coerenti sul tema delle preferenze.

L’attacco a Forza Italia e Lega

Dopo il voto, Ziello interviene di nuovo, ma stavolta cambia registro. «Quest’aula ha dato un’immagine indegna con questo voto!», urla, mentre la collega gli fa eco dai banchi vicini: «Indegna!».
Poi Ziello punta il dito verso la di governo: «Questo voto contestualizza una spaccatura all’interno della maggioranza. Perché è evidente, lo dico agli amici di Fratelli d’Italia, che i deputati di Forza Italia e della Lega hanno tradito il vostro ». Ziello parla di deputati che, «celandosi nell’oscurità di questa pulsantiera, hanno affossato le preferenze che Vannacci aveva invocato e su cui aveva fatto un appello al Presidente del Consiglio».

La partita del generale

«Se questa è la dimostrazione della vostra capacità di gestire le attività parlamentari del Paese», chiude all’attacco Ziello, «ci fate capire che siete completamente inadatti con questa coalizione».
Parole di fuoco, dunque. La furia dei vannacciani ha però molto della messinscena. In Aula recitano la parte degli indignati, ma dietro le quinte, lo spirito è tutt’altro: la del governo fa comodo alla propaganda del generale e delle sue mercenarie. E i toni diversi usati verso Fratelli d’Italia e poi verso i suoi alleati lasciano intendere che forse, per Vannacci, l’intesa con Giorgia Meloni è ancora una delle opzioni sul tavolo.

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