mercoledì 15 Luglio 2026
Strage di Viareggio

Strage di Viareggio, l’associazione dei familiari: «Addolora che si trasformino i condannati in vittime»

Dopo la sentenza definitiva contro Mauro Moretti, ex ad di Ferrovie dello Stato, diversi commentatori hanno parlato di un precedente pericoloso. Ma le sue responsabilità sono state accertate da 27 magistrati in sette gradi di giudizio

Di Redazione
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

Le reazioni politiche e giornalistiche alla condanna definitiva di Mauro Moretti riaprono la ferita della ferroviaria di Viareggio. L’associazione Il Mondo che Vorrei, che riunisce i familiari delle 32 vittime, ha pubblicato una dura nota dopo le critiche alla sentenza della Cassazione che ha confermato per l’ex amministratore delegato di Fs e Rfi cinque anni di reclusione per disastro ferroviario colposo.

La strage del 29 giugno 2009

Alle 23.49 del 29 giugno 2009 il treno merci 50325, partito da Trecate e diretto a Gricignano con un carico di Gpl, deragliò all’altezza della stazione di Viareggio. Quattro dei quattordici carri cisterna si ribaltarono. Uno si squarciò. Il gas invase il quartiere, poi l’esplosione.
Le fiamme travolsero case, strade e persone. Morirono 32 persone, tra cui tre bambini. I feriti furono oltre cento. Da quella notte è iniziato un procedimento giudiziario durato 17 anni, attraversato da rinvii, annullamenti, prescrizioni e nuovi giudizi.

«Un’ulteriore ferita»

L’associazione Il Mondo che Vorrei è intervenuta con una nota firmata dalla presidente Daniela Rombi e dagli avvocati Enrico Marzaduri, Riccardo Carloni, Gabriele Dalle Luche, Filippo Antonini e Tiziano Nicoletti. «Nel giorno del raccoglimento e della commozione nel ricordo dei nostri morti, addolora e amareggia che la politica paia trasformare i condannati in vittime».
I familiari ricordano il percorso giudiziario che ha portato alla condanna definitiva: «Gli ex Ad Moretti, Soprano ed Elia sono stati dichiarati responsabili del disastro ferroviario di Viareggio e condannati dal Tribunale di Lucca e da tutti gli altri giudici di merito e legittimità (27 , in sette gradi di !)».

Le responsabilità di Moretti

«Moretti è stato ritenuto responsabile sia come Ad di Rfi Spa ed anche come Ad della Holding FSI Spa, in quanto ha esercitato la direzione e coordinamento del , con modalità rigida (nell’istruttoria processuale è stata data notevole prova documentale e testimoniale, del controllo dell’intero gruppo ferroviario da parte di Moretti)», si legge ancora. «Stupisce, sentir parlare di responsabilità oggettiva per gli Ad (con pericolo per i manager e disincentivo per gli investitori), perché i Giudici hanno applicato i comuni principi giuridici di responsabilità colposa, di qualunque ».

I principi di diritto

Il comunicato insiste sulla responsabilità dei e richiama una precedente pronuncia della Cassazione che sanciva già chiaramente determinati principi: «La sentenza della Suprema Corte di Cassazione dell’8 gennaio 2021 (peraltro, apprezzata dagli imputati per il mancato riconoscimento dell’aggravante della violazione della normativa sulla sicurezza del lavoro, con conseguente prescrizione degli omicidi colposi) ha accertato, in modo irrevocabile le responsabilità degli Amministratori Delegati, tra cui lo stesso Moretti, sulla base di consolidati principi di diritto (ben noti, sin dal processo per il tragico rogo ThyssenKrupp)».

La nota del Cdr de Il Sole 24 Ore

Sulla narrazione della vicenda giudiziaria dopo la condanna di Moretti è intervenuto anche il Comitato di redazione de Il Sole 24 Ore, criticando il modo in cui il quotidiano ha presentato la vicenda. La nota accosta il caso Moretti a quello di Giovanni Castellucci, ex amministratore delegato di Aspi, dopo la condanna definitiva per la strage del bus precipitato da un viadotto in di Avellino: «Allora trovammo sconcertante l’assenza di un filtro giornalistico, la mancanza di una ricostruzione dei fatti, l’inesistenza di un contraddittorio, il tutto nel segno di un malinteso garantismo».

«Un’intera pagina alla tesi difensiva»

«Oggi i fatti si ripetono, dopo la condanna definitiva di Mauro Moretti per la sciagura di Viareggio», prosegue il Cdr. «È stata pubblicata un’intera pagina (un’intervista e un intervento) a tesi, dove la tesi è quella difensiva dell’ex amministratore delegato di Fs. Nessuno spazio invece per ricordare le tappe di una vicenda giudiziaria lunga 17 anni che sul giornale abbiamo seguito in maniera sporadica nei tempi e incompleta nei contenuti. Una vicenda che ha visto esprimersi decine di giudici attraverso plurimi gradi di giudizio».
La conclusione è netta: «Sulle pagine del Sole 24 Ore abbiamo, ancora una volta, fatto da cassa di risonanza a una posizione sola, quella di un top manager per fatti gravissimi».

Con buona pace delle vittime.

Seguite La Sintesi sui nostri !

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata